La Scuola dell’infanzia italiana parificata “Maria Montessori” è un centro di educazione, riconosciuto sia dallo Stato italiano che da quello spagnolo, che accoglie bambini e bambine dai 3 ai 6 anni. Ubicata nel quartiere di Sarrià, la Scuola dell’infanzia si inserisce in un progetto scolastico che arriva fino al Liceo, caratterizzato dal  multilinguismo (italiano, catalano, spagnolo ed inglese) come strumento per promuovere ponti tra culture a livello nazionale, europeo e mondiale.

La scuola segue le Indicazioni Nazionali per il Curricolo della Scuola dell’Infanzia e del primo ciclo di istruzione. Gli obiettivi specifici di apprendimento si articolano nelle aree relative al raggiungimento dell’identità propria, la conquista dell’autonomia, lo sviluppo delle competenze e lo sviluppo del senso della cittadinanza.

Il nostro principio è quello di un’educazione che si forma a partire da apprendimenti significativi. L’esperienza diretta, il gioco, l’esplorazione, la curiosità e le inquietudini degli alunni sono alla base della creazione di occasioni e progetti di apprendimento. La formazione di gruppi ridotti di alunni su attività specifiche, permette di offrire un’attenzione alla diversità nel processo di crescita ed apprendimento di ogni bambino.

Facciamo parte della rete Escoles+Sostenibles e della Barcelona International Schools Association

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Un giorno a scuola

DAL NOSTRO BLOG….

Libriamoci

Libriamoci è una grande festa, diffusa e collettiva, che per una settimana ha coinvolto le scuole di ogni ordine e grado in Italia e all’estero. L’obiettivo del progetto è da sempre quello di diffondere e accrescere l’amore per i libri e l’abitudine alla lettura, attraverso momenti di ascolto e partecipazione attiva. Nell’ambito dell’edizione Libriamoci 2022,

Guizzino

Dopo la visita della biologa marina, abbiamo letto in classe la storia del pesciolino Guizzino, unico pesce nero in mezzo a un branco di pesci rossi. Anche se diverso dagli altri, è proprio grazie al suo ingegno e al suo spirito di collaborazione che riesce ad allearsi con i pesci rossi per ingannare i grandi

Le tracce nelle storie

Continua il percorso sulle tracce cercando nei racconti, nelle favole, nei miti. Perché lasciamo tracce nei luoghi da cui siamo passati? A che servono le tracce?  I segni ci aiutano a ricostruire il passato, ci aiutano a raccontarci, ci aiutano a farci conoscere. Le tracce servono per ritrovare qualcosa, qualcuno, un cammino… In Mezzacalzetta dove

DICONO DI NOI…

Due delle tante attività che si organizzavano nella scuola materna scelta per le mie figlie mi piacevano particolarmente. La prima utilizzava un tema avventuroso e fantastico come filo conduttore per tutto l’anno scolastico. Durante i primi giorni di scuola alcuni strani personaggi come “Tito Reportero Amenadito”, “Fiorenza e Sigismondo”, “Roberta esploratrice esperta”, “Geremia appassionato in archeologia” e “Tarcisio cantautore dal grande sorriso” venivano a trovare i bimbi, gli “esploratori di Sarrià” (il quartiere di Barcellona in cui si trova la scuola) e spiegavano loro che cosa avevano smarrito.
C’era chi aveva perso il libro dei saperi, chi il “papirogramma antico” (una finta pergamena con dei georglifici da interpretare), chi lo stornello più bello. Di qualunque cosa si trattasse, l’obiettivo era trovarlo cercando gli elementi chiave fra mappe, studi, ricerche ed escursioni nei vari musei. Non avete idea di come dietro una motivazione così forte, una collaborazione tra bambini e insegnanti e un’attesa di un anno intero tutto acquisisse un senso: i bimbi tornavano a casa spiegandoci cos’era un papiro, le mummie, gli Egiziani, e coinvolgendoci nella ricerca.
Bisognava andare in biblioteca a cercare informazioni: qualunque dettaglio che potesse aiutarli a scoprire l’arcano. Apprendere con uno scopo generando nei bambini stessi la voglia di sapere di più, la curiosità. Eppure non gli si insegnava a scrivere e a leggere nel senso classico del termine fino ai sei anni!

Tiziana Cotrufo, “Nella mente del bambino. Come si sviluppa il nostro cervello