Chiamiamo “educazione” il coltivare modalità diverse di andare dal passato e dal presente verso il possibile.

Jerome Bruner

La Scuola dell’infanzia italiana parificata “Maria Montessori” è un centro di educazione, riconosciuto sia dallo Stato italiano che da quello spagnolo, che accoglie bambini e bambine dai 3 ai 6 anni. Ubicata nel quartiere di Sarrià, la Scuola dell’infanzia si inserisce in un progetto scolastico che arriva fino al Liceo, caratterizzato dal  multilinguismo (italiano, catalano, spagnolo ed inglese) come strumento per promuovere ponti tra culture a livello nazionale, europeo e mondiale.

La scuola segue le Indicazioni Nazionali per il Curricolo della Scuola dell’Infanzia e del primo ciclo di istruzione. Gli obiettivi specifici di apprendimento si articolano nelle aree relative al raggiungimento dell’identità propria, la conquista dell’autonomia, lo sviluppo delle competenze e lo sviluppo del senso della cittadinanza.

Il nostro principio è quello di un’educazione che si forma a partire da apprendimenti significativi. L’esperienza diretta, il gioco, l’esplorazione, la curiosità e le inquietudini degli alunni sono alla base della creazione di occasioni e progetti di apprendimento. La formazione di gruppi ridotti di alunni su attività specifiche, permette di offrire un’attenzione individualizzata al processo di crescita e apprendimento di ogni bambino.

Facciamo parte della rete Escoles+Sostenibles e della Barcelona International Schools Association

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Una passeggiata per la nostra scuola, spazi e attività

Un giorno a scuola

DAL NOSTRO BLOG….

Al Jardí Botànic

Una busta con questo messaggio ci conduce direttamente al Jardí Botànic! L’esploratore ama cercare per le vie, per le strade, per il bosco, fra le piante… Un orto conosciamo, ma un altro dobbiamo scovare. Forse la chiave maestra si trova vicino alla ginestra? Niente Panico! Andiamo all’orto B_T_N_C_! Dopo tanti giorni di pioggia, ecco che

Il bosco autunnale

Dopo la lettura del libro: “L’albero vanitoso” di Nicoletta Costa, ci siamo soffermati ad osservare come molti alberi in autunno perdano le loro foglie. Abbiamo visto come i colori dei boschi cambiano, giocando con varie sfumature. Cosí con pennelli e pitture abbiamo voluto ricreare il nostro bosco autunnale. Ognuno di noi ha dipinto il proprio

ExpressArt

Il progetto ExpressArt del Museu d’Art Contemporani de Barcelona nasce dall’idea che l’arte sia un linguaggio d’espressione che offre possibilità praticamente infinite di comunicare idee, sentimenti, opinioni ed emozioni e che può usare materiali, oggetti e procedimenti sempre diversi, che acquisiscono  significati differenti a seconda dell’artista che li usa. Il progetto stimola esperienze di interazione

DICONO DI NOI…

Due delle tante attività che si organizzavano nella scuola materna scelta per le mie figlie mi piacevano particolarmente. La prima utilizzava un tema avventuroso e fantastico come filo conduttore per tutto l’anno scolastico. Durante i primi giorni di scuola alcuni strani personaggi come “Tito Reportero Amenadito”, “Fiorenza e Sigismondo”, “Roberta esploratrice esperta”, “Geremia appassionato in archeologia” e “Tarcisio cantautore dal grande sorriso” venivano a trovare i bimbi, gli “esploratori di Sarrià” (il quartiere di Barcellona in cui si trova la scuola) e spiegavano loro che cosa avevano smarrito.
C’era chi aveva perso il libro dei saperi, chi il “papirogramma antico” (una finta pergamena con dei georglifici da interpretare), chi lo stornello più bello. Di qualunque cosa si trattasse, l’obiettivo era trovarlo cercando gli elementi chiave fra mappe, studi, ricerche ed escursioni nei vari musei. Non avete idea di come dietro una motivazione così forte, una collaborazione tra bambini e insegnanti e un’attesa di un anno intero tutto acquisisse un senso: i bimbi tornavano a casa spiegandoci cos’era un papiro, le mummie, gli Egiziani, e coinvolgendoci nella ricerca.
Bisognava andare in biblioteca a cercare informazioni: qualunque dettaglio che potesse aiutarli a scoprire l’arcano. Apprendere con uno scopo generando nei bambini stessi la voglia di sapere di più, la curiosità. Eppure non gli si insegnava a scrivere e a leggere nel senso classico del termine fino ai sei anni!


Tiziana Cotrufo, “Nella mente del bambino. Come si sviluppa il nostro cervello